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CORNICI IN POLISTIROLO PER ESTERNI

Le cornici in polistirolo per esterni sono costituite da un manufatto interno in polistirolo ad alta densità e da uno strato esterno in resina minerale resistente alle intemperie. Si possono creare anche su specifica richiesta del cliente, quando si vuole riprodurre fedelmente qualsiasi elemento architettonico esistente o da sostituire. Oggi sono sempre più impiegate infatti nel restauro architettonico e recupero di edifici storici per la semplicità di riprodurre fedelmente qualsiasi elemento architettonico ridandogli lo splendore e l’imponenza di un tempo.

La leggerezza e la praticità di posa, rendono le cornici in polistirolo ideali per decorazioni all’esterno, abbattendo notevolmente i costi di manodopera delle vecchie maestrie d’arte del tutto scomparse.

PITTURA ELASTOMERICA

Pittura elastomerica per esterni: la migliore soluzione quando si deve affrontare il problema delle fessurazioni, delle crepe e cavillature della facciata

Cosa è la pittura elastomerica, a cosa serve e come si usa?

La pittura elastomerica è una tipologia di pitture murali. E’ una soluzione di recente formulazione e il suo utilizzo privilegiato è quello della risoluzione di patologie della facciata quali fessurazioni della facciatacrepe nel muro e cavillature del supporto murario originate da diverse cause. Essendo dei rivestimenti molto coprenti e di spessore nettamente superiore agli altri rivestimenti della facciata, le pitture elastomeriche hanno un particolare effetto coprente in grado di mascherare completamente il supporto. La pittura elastomerica non subisce il processo di dilavamento perchè la reticolazione fotochimica superficiale forma una pellicola che lascia scivolare l’acqua senza assorbirla. Grazie a questa caratteristica, la pittura elastomerica si contraddistingue per una bassa ritenzione di sporco e polvere. Non è consigliabile applicare altri tipi di pittura quando una facciata è stata già trattata con una pittura elastomerica. La pittura elastomerica è un prodotto a base di resine acriliche in dispersione acquosa. Le resine acriliche, plastificate, hanno composizione monomerica scelta in modo da ottenere un polimero con elevata elasticità. Sono molto differenziate in quanto ottenute con polimeri che possono essere plastificati per ottenere la flessibilità necessaria a basse temperature (polimeri a plastificazione esterna) oppure con polimeri che non richiedono alcuna plastificazione esterna, perchè la oro composizione monomerica è stata accuratamente scelta (polimeri a plastificazione interna) in modo da ottenere una elevata elasticità. Questi polimeri, per l’alto peso molecolare, garantiscono ottima esistenza e permanente flessibilità nelle condizioni di invecchiamento.
Come le idropitture, gli elastomerici contengono bianchi di titanio ad elevato indice di rifrazione, che li rende molto coprenti e uniformi. I pigmenti sono prodotti chimicamente e sono insolubili alle resine, sono stabili ai raggi ultravioletti e all’aggressione degli agenti inquinanti e atmosferici. Vengono uniti alla composizione anche cariche silicee di idonea granulometria che rendono il prodotto appropriato al trattamento di superfici con cavillature e una sostanza autoreticolante, che, sotto l’azione dei raggi UV, reagisce aumentando la durezza superficiale, senza diminuire l’elasticità del film pittorico.

Perchè si formano crepe, fessurazioni e cavillature nel muro e come può aiutare ad eliminarle la pittura elastomerica?

Quando le costruzioni si assestano e sono sottoposte a vibrazioni e sbalzi di temperatura, si possono formare sulla facciata delle fessurazioni e crepe sul muro, che favoriscono la penetrazione dell’acqua meteorica, dell’anidride carbonica e di qualunque altro aggressivo chimico e non presente nell’atmosfera. La penetrazione di queste sostanze in profondità fa sì che all’interno dell’apparato murario si crei disgregazione dei materiali, diminuisca l’isolamento termico e quindi il potere coibentante, si formino muffe e batteri e si abbassi la resistenza meccanica della muratura per disgregazione dei materiali leganti. I fenomeni di fessurazione e crepe della facciata più diffusi si possono dividere in tre categorie:

  • cavillature della facciata o cavillature del muro esterno: fenomeno reticolare, normalmente di tipo superficiale, dove le fessure non superano l’ampiezza di qualche centinaio di micron. Possono formarsi su intonaci freschi nelle settimane successive alla posa, a causa di miscele preparate in maniera inadeguata per quantità o qualità delle materie prime impiegate, o a causa di una posa frettolosa in cui non si sono rispettati i tempi di presa e di indurimento. Le cavillature si evidenziano di più quando la superficie muraria è bagnata;
  • fessurazioni della facciata o fessurazioni del muro esterno: sono fenomeni di tipo lineare continuo (orizzontale o verticale), con spessore da 0,5 a 1 mm. Seguono l’andamento delle giunture tra i diversi materiali impiegati nella costruzione: mattoni, blocchi in laterizio, pilastri in calcestruzzo, solette e così via. Le fessurazioni della facciata sono causate dai diversi coefficienti di dilatazione termica dei materiali componenti l’intonaco. Sono suscettibili di variazioni dimensionali al variare delle temperature ambientali;
  • crepe: le crepe nel muro o crepe della facciata sono un fenomeno molto frequente e vistoso, con ampiezza superiore ad 1 mm che interessa, oltre all’intonaco, anche il supporto sottostante. Le cause delle crepe nel muro sono di solito i fenomenti di assestamento del’intera struttura oppure a fenomeni distorsivi della stessa;

Le crepe nel muro sono tutte uguali e si possono risolvere con la pittura elastomerica?

Come abbiamo visto, le crepe nel muro non sono tutte uguali. Cavillature e fessurazioni vengono dette di tipo “statico” in quanto dipendono dall’assestemanto statico della struttura, del terreno e dei materiali da costruzione. Le crepe sul muro invece sono di tipo “dinamico” perchè sono dovute al movimento distorsivo della struttura e le crepe si evidenziano in corrispondenza delle strutture portanti in calcestruzzo armato, degli angoli, degli architrave e delle soglie delle porte. Quando ci troviamo di fronte a delle fessurazioni, l’unica soluzione possibile ed efficace è la pittura elastomerica per esterni. Volendo lavorare su un muro fessurato non si possono applicare i consueti prodotti vernicianti poiché nessuno di essi è in grado di mascherare il fenomeno né di sopportare le variazioni dimensionali delle fessure dovute alle escursioni termiche. La pittura elastomerica, invece, è dotata di grande elasticità. La pittura elastomerica resiste ai movimenti del supporto e ha una grande durata nel tempo. Per aumentare la resistenza alle sollecitazioni della pittura elastomerica, in fase di stesura si annega nello strato di fondo una rete di poliestere sottile in corrispondenza delle fessure e successivamente si applica lo strato di finitura di pittura elastomerica. Il risultato finale dato dalla pittura elastomerica è una pellicola elastica solidale con il supporto, che restituisce continuità alla superficie.

LUMACATURE IN FACCIATA

PROBLEMA

Il fenomeno consiste nella formazione di lunghe colature verticali biancastre, opalescenti o traslucide che conferiscono alle facciate appena verniciate un aspetto sgradevole (effetto “scìa di lumaca”). Il fenomeno si verifica principalmente in autunno e in primavera, a causa di forte umidità notturna, escusioni temiche e/o nebbia, fenomeni questi che sciolgono alcuni additivi (bagnanti e coalescenti) presenti nella pittura non ancora essiccata. In sostanza si tratta di accumulo di additivi che in condizioni sfavorevoli non evaporano come dovrebbero e provocano il fenomeno.

SOLUZIONE

Il problema è solo estetico e può essere risolto in vari modi. Normalmente sono gli stessi agenti atmosferici a rimuovere lentamente le lumacature. Ma si può anche intervenire con getti d’acqua nebulizzata o attendere che sia la pioggia a dilavare questi accumuli di additivi.Aggiungiamo che la pitturazione della facciata non subirà alcun danno da queste operazioni poiché gli additivi  che causano il problema hanno esaurito il loro compito una volta che la pittura è essiccata.

PITTURA PER ESTERNI: ISTRUZIONI PER SCEGLIERE LA PIU’ ADATTA A TE

Scegliere la pittura per esterni ottimale per le facciate è frutto di esperienza e conoscenza dei prodotti di finitura. Vediamo quali criteri valutare

Le facciate degli edifici sono esposte agli effetti degli agenti atmosferici, del sole e del passaggio del tempo, tutti fattori che causano il loro graduale deterioramento. Effettuare una corretta e regolare manutenzione delle facciate e della loro finitura è fondamentale per assicurare l’integrità dello strato più superficiale, necessario a preservare le strutture dell’edificio e a caratterizzarlo da un punto di vista estetico. Il periodo dell’anno perfetto per questi interventi è la bella stagione, quando tinteggiare le pareti esterni risulta più semplice ed efficace.

Ogni pittura per esterni ha le sue peculiarità ed elementi distintivi che la rende idonea per uno specifico progetto. Orientarsi nella vasta proposta di vernici per esterni non è semplice, talvolta neppure per gli addetti ai lavori. Non esiste un’unica tipologia di prodotto ideale per ogni esigenza. La pittura per esterni è fatta di valutazioni e analisi dei prodotti in base al tipo di supporto e alle relative condizioni. Proviamo a fare un po’ più di chiarezza in merito.

Pittura per esterni e ciclo ottimale

La scelta e l’applicazione di uno specifico tipo di finitura è lo step finale di un processo di analisi necessario per non commettere errori. Il ciclo ottimale si conclude con la corretta scelta e applicazione di una determinata pittura per esterni, ma richiede prima tre attività fondamentali.

  1. la valutazione del supporto, occorre studiarne la natura e le caratteristiche;
  2. le operazioni di ripristino dell’integrità del supporto;
  3. l’applicazione di prodotti di preparazione e di fondo, in modo da migliorare l’adesione del supporto.

Terminate queste 3 procedure essenziali, si può passare a scegliere il tipo di finitura adatto, restando fermo che ci possono essere dei fattori esterni che possono influenzare l’andamento del ciclo; uno di questi è, ad esempio, la tipologia di edificio e i relativi materiali impiegati.

Pittura per esterni e soluzioni organiche

La prima famiglia della pittura per esterni è caratterizzata dalle finiture organiche, la cui principale caratteristica è quella di essiccare per effetto della coalescenza, vale a dire il processo di fusione delle particelle del polimero conseguente all’evaporazione dell’acqua. Rientrano nelle finiture organiche la pittura acrilica, la pittura silossanica e la pittura acrilsilossanica.

Pittura acrilica

La pittura per esterni di tipo acrilico è un prodotto a basso assorbimento e altrettanto bassa traspirabilità. La vernice acrilica aderisce perfettamente ai supporti per contatto fisico. Qualsiasi supporto che abbia caratteristiche (anche minime) di porosità e rugosità, può dirsi idoneo a questo tipo di pittura per esterni. Al contrario, la pittura acrilica non è adeguata nel caso in cui il supporto non sia ben asciutto, perché l’acqua ostacola l’essiccazione e la resina non è in grado di penetrare. Le soluzioni per pittura acrilica sono notoriamente di facile applicazione, tant’è che persino un addetto ai lavori con scarsa esperienza può utilizzarlo senza particolari difficoltà. Fanno parte di questa categoria le pitture al quarzo.

Pittura silossanica 

Una pittura per esterni silossanica presenta caratteristiche di basso assorbimento e alta traspirabilità. Ha come legante la resina silossanica, la cui peculiarità è quella di respingere l’acqua proveniente dall’esterno e allo stesso tempo consentire l’evaporazione esterna del vapore acqueo. Altri plus dei prodotti silossanici sono la buona compatibilità con i supporti e l’ottima resistenza ai cicli gelo-disgelo.

Pittura acrilsilossanica

Le pitture acrilsilossaniche per esterni, hanno meno del 40% di resina silossanica e hanno un comportamento e prestazioni intermedie tra la pittura acrilica e la pittura silossanica. Si caratterizzano per avere un basso assorbimento di acqua e un buon livello di traspirabilità.

Pittura per esterni e soluzioni a base minerale

Seconda grande famiglia appartenente alla pittura per esterni è composta dalle finiture minerali, che legano per reazione chimica, in parte fisica con il supporto. A questa categoria di soluzioni, appartengono la pittura ai silicati e la pittura a base di calce.

Pittura ai silicati

Sviluppa l’adesione al supporto attraverso la reazione chimica. Si può applicare su fondo minerale. Grazie allo strato uniforme che si viene a creare col supporto, le pitture ai silicati garantiscono longevità nel tempo delle facciate. Hanno un’ottima resistenza agli agenti atmosferici e si caratterizzano, rispetto agli altri prodotti di pittura per esterni, un effetto estetico mosso.

Pittura a base di calce

La soluzione a base calce è l’altra tipologia di prodotto minerale per pittura per esterni. L’adesione avviene per reazione chimica tra la calce libera del prodotto e quella contenuta nel supporto. Il supporto deve quindi presentare delle caratteristiche che consentano la fusione della calce libera. I prodotti a base calce si distinguono per l’ottima permeabilità al vapore e l’applicazione solo su supporti minerali. Così come con la pittura ai silicati,  con la pittura a base calce si ottiene un effetto mosso, senza compattezza e omogeneità di colore. 

Pittura elastomerica

Pittura elastomerica

Le pitture elastomeriche sono a base di speciali polimeri elastomerici in dispersione acquosa e sono particolarmente indicate per la loro capacità di riempire fessure, micro fessure e crepe. La loro peculiarità è quella di possedere un’elevata elasticità, grazie alla quale sono in grado di subire sollecitazioni elastiche e di temperatura senza deformarsi. Sono anche molto resistenti e garantiscono un’aderenza al supporto eccezionale. Il rivestimento elastico che si forma sulle superfici ha inoltre un ottimo potere riempitivo ed un’alta resistenza alle microscrepolature. È un materiale idrorepellente, con un’elevatissima resistenza agli agenti atmosferici ed agli alcali, oltre che molto duraturo.

FISSATIVO ACRILICO: A COSA SERVE E COME APPLICARLO

 

Il fissativo acrilico a cosa serve

Il fissativo, chiamato anche primeraggrappante o isolante, è un prodotto per edilizia che serve come base per la pittura.
Composto da resine acriliche a basso odore, è un prodotto trasparenteincolore e non infiammabile. Non è nocivo né per l’ambiente né per le persone che lo usano.

A cosa serve il fissativo acrilico? Il suo scopo è quello di ridurre e uniformare l’assorbimento della pittura e facilitarne l’applicazione, migliorando il risultato finale. Permette dunque di avere superfici compatte e ben isolate, sulle quali procedere con la tinteggiatura.

 

Quando utilizzarlo: rendi il colore delle tue pareti più uniforme

Il fissativo acrilico per pittura murale va steso come prodotto prima di iniziare a tinteggiare i muri. Va applicato su pareti nuove rasate e mai tinteggiate, oppure su vecchie pareti che presentano parti stuccate o intonacate. Non va infatti applicato in caso di ritinteggiatura a meno che le pareti non abbiano subito interventi di stuccatura.

Grazie al suo utilizzo, le pareti assorbono meno pittura (riducendone il consumo) e la stesura della vernice è più definita.

Il fissaggio rende il colore più uniforme e garantisce un risultato finale esteticamente più apprezzabile. La tinteggiatura risulta quindi omogenea e intensa già dalla prima mano. Viene eliminata inoltre la porosità delle pareti e tutte le eventuali imperfezioni vengono uniformate.

In più, il risultato è duraturo nel tempo, perché la pittura si fissa molto bene al fondo e si rischia un minore distacco della vernice.

 

Come applicare il fissativo acrilico prima di verniciare

Prima di utilizzarlo, il fissativo va diluito con l’acqua. Per le corrette quantità consulta le indicazioni contenute nel foglio illustrativo dell’isolante. In ogni caso è sempre meglio abbondare con l’acqua, per non rischiare di applicare un prodotto troppo denso che potrebbe danneggiare le superfici.

Prima di applicare il fissativo acrilico, le pareti devono essere pulite, spolverate e carteggiate.  Il velo di isolante deve essere sottile e privo di sgocciolature, perciò i pennelli vanno intinti poco nel prodotto.Presta molta attenzione a come applichi il fissativo acrilico: se lo stendi male, quando poi dovrai tinteggiare con la pittura, il pennello tenderà a scivolare e la vernice a non attecchire.

Prima di verniciare attendi che le pareti siano completamente asciutte. Se la casa è nuova o l’intonaco è stato rifatto da poco, è necessario aspettare che l’umidità dei muri evapori completamente prima di applicare la tinta definitiva.

Verniciare il legno

Tipologie di vernice

  • le vernici a base acqua, i cui componenti solidi sono appunto disciolti in un volume d’acqua. Vengono assorbite dal legno in maniera omogenea e la loro evaporazione non rilascia sostanze nocive nell’ambiente circostante.
  • le vernici a base solvente, dove i componenti solidi sono invece dissolti in un solvente organico (l’acquaragia, ad esempio). La percentuale tra parte solida e solvente è variabile ed è di norma riportata sulla confezione del prodotto.

La diversa natura delle vernici si ripercuote sul loro contesto di applicazione: la vernice a base acqua non produce esalazioni nocive ed è indicata per il legno di ambienti interni.

La vernice a base solvente è invece indicata per il legno da esterno, a causa di una maggior rilascio di composti organici volatili.

Vernici filmanti e non filmanti

Come agiscono invece nello specifico le vernici una volta applicate sul supporto? Anche qui possiamo ricondurre i prodotti presenti in commercio in due grandi categorie: vernici filmanti e non filmanti.

  • Le vernici filmanti sono interamente coprenti, creando un rivestimento protettivo completo che chiude i pori del legno una volta essiccate. Lo smalto è un tipico esempio di vernice filmante, i cui colori sono dotati di toni variabili di brillantezza. Anche un fondo preparatorio per legno è un prodotto filmante, così come le finiture applicate una volta completato il lavoro.
  • Le vernici non filmanti invece non generano nessun tipo di pellicola protettiva, ma vengono interamente assorbite dalle fibre del legno lasciando i pori liberi di “respirare”. Senza avere l’effetto coprente di quelle filmanti, le vernici non filmanti colorano e proteggono il legno lasciando intravedere le venature per mantenere l’effetto naturale. Rientrano tra le vernici non filmanti le tinte mordenzanti e gli impregnanti.

Una volta presa consapevolezza del materiale che andremo a verniciare e scelto il prodotto adatto in base alle caratteristiche e alla destinazione d’uso, non ci resta che passare all’atto pratico.

Verniciare legno grezzo

Verniciare legno grezzo è l’operazione più frequente tra gli appassionati di fai-da-te e per certi versi la più facile. È necessario preparare il supporto in modo che possa accogliere come si deve la tinta o la vernice. Scegliamo un ambiente di lavoro che sia ben arieggiato, con una temperatura mite e un tasso di umidità non troppo elevato.

Prima di cominciare qualsiasi intervento è essenziale che la superficie sia libera da polvere e sporcizia, quindi passeremo prima un panno morbido e poi se serve uno imbevuto di acqua e ammoniaca per detergere a fondo.

Il lavoro serio comincia con l’impiego di carta abrasiva e olio di gomito. Un passaggio con quella di grana grossa (60-80) aiuterà a rimuovere eventuali graffi e macchie, mentre con quella di grana più fine (100-120) aiuteremo il legno ad assorbire agevolmente il colore. Dopo aver finito, ricordiamoci di spazzare via polvere e trucioli con un panno morbido.

Una volta spolverata e smacchiata la superficie, è sufficiente applicare un fondo come la cementite se vogliamo laccare e carteggiare ancora una volta.

Intingiamo un pennello medio a setole morbide nella pittura e passiamo il colore a smalto con movimenti decisi, seguendo il senso delle venature del legno.

Dopo aver lasciato asciugare alla perfezione passiamo una seconda mano, seguito sempre da un lieve intervento con la carta abrasiva. Per essere sicuri che il nostro lavoro si concluda con un successo, ripetiamo questa operazione per la terza volta.

Se invece vogliamo esaltare la venatura del legno occorre passare un impregnante trasparente o colorato nelle varie tonalità naturali come noce, mogano, rovere, teak ecc.  per tingere il legno.

L’impregnante può essere lasciato a finitura oppure coperto con vernice trasparente.

Verniciare legno laccato

Nel caso volessimo verniciare legno laccato, possiamo procedere in due modi:

  • eliminando la precedente verniciatura ricorrendo ad una carteggiatura abbastanza intensa oppure con l’aiuto di uno sverniciatore, che agendo solleverà la vecchia laccatura permettendo al sua rimozione con minore difficoltà.
  • applicare un primer ancorante specifico per legno, il quale una volta essiccato avrà reso ruvida la superficie che potremo facilmente verniciare senza carteggiare.

Verniciare ringhiere zincate

La zincatura offre un alto livello di schermatura. Una superficie zincata previene la diffusione della ruggine e protegge le superfici. Tale procedura si esegue con l’immersione del materiale metallico in zinco fuso che aderisce in modo spontaneo al metallo, allungandone la durata. Una superficie zincata, infatti, subisce il processo di corrosione più lentamente.

Ma come verniciare questo tipo di superficie?

Innanzitutto è opportuno sapere che il ferro zincato viene lasciato “stagionare” almeno due anni in maniera da consentire una giusta ossidazione dello zinco. Durante questo periodo la lamiera non ha bisogno di alcuna protezione. Gli antiruggine non sono compatibili con la zincatura, pertanto non devono assolutamente essere impiegati.

Prima di procedere alla verniciatura del ferro zincato bisogna eseguire una spazzolatura meccanica o manuale al fine di eliminare tracce di ossido ed impurità dalle superfici.

Pulire accuratamente con solvente tutte le zone per eliminare polveri, sporco,grasso ed agenti contaminanti.

Si può procedere alla verniciatura con  una mano di fondo con un primer specifico per lo zinco. Sopra a questo primer è possibile procedere direttamente con la verniciatura a smalto.

La mancata applicazione di un fondo opportuno potrebbe provocare il distacco in breve tempo della vernice.

Prevenzione Muffe

Umidità eccessiva e formazione di muffa sono problemi in casa da non sottovalutare

La formazione di muffa negli ambienti domestici non rappresenta solo un problema estetico da risolvere. Può generare, infatti, cattivi odori e compromettere la salute e creare seri danni all’interno di un appartamento in breve tempo, con conseguenti costi elevati di risanamento.

Come si formano le muffe

Le spore delle muffe sono abitualmente presenti nell’aria esterna. Hanno spiacevoli conseguenze solo quando si depositano su materiali umidi come le pareti fredde e bagnate dall’umidità. La muffa è formata da microrganismi viventi che continuano a proliferare sulle pareti, deteriorando in modo evidente la pittura esterna e l’intonaco, causandone lo sfarinamento e lo sfogliamento.
Nella maggior parte dei casi, infatti, la presenza di muffa è una conseguenza diretta dell’umidità che si forma nell’ambiente domestico.

Formazione di muffa, luoghi più a rischio

Laddove si produce vapore il rischio di muffa è sempre maggiore. Bagni, cucine, saune, gli angoli, le pareti dietro ad alcuni mobili o lungo i pavimenti, lavanderie dove solitamente si utilizzano ferri da stiro a vapore sono gli ambienti con maggiore concentrazione di condensa e se poco arieggiati sono i primi luoghi in cui la muffa trova il suo habitat. Soggetti alla formazione di muffe anche gli ambienti chiusi come cantine e garage.

Quali problemi di salute possono insorgere all’interno di abitazioni se vi è presenza di muffa

Da alcuni anni, si presta maggiore attenzione anche alle conseguenze sulla salute.
La muffa, infatti, può provocare allergie, irritazioni della pelle, degli occhi e delle vie respiratorie soprattutto, infezioni gravi in presenza di malati con sistema immunitario a rischio.
Le persone che soffrono di alcune malattie specifiche corrono il rischio maggiore di sviluppare pericolose affezioni da muffa, come l’aspergillosi broncopolmonare allergica (ABPA) o un’infezione sistemica da funghi.
(Fonte dell’informazione UFSP)

I problemi di umidità in casa

I problemi di umidità possono manifestarsi nei modi più svariati e sono frequenti in molte abitazioni. In alcuni Paesi europei affliggono un appartamento su quattro/cinque.
(Fonte dell’informazione UFSP)
Fra le diverse cause le più frequenti sono difetti di costruzione, perdite da tubature o interventi edili come il montaggio di finestre isolanti senza le necessarie misure d’accompagnamento ma anche l’usura in generale o il concorso di vari fattori, come l’insufficiente isolamento termico delle pareti o insufficiente ricambio d’aria.

Cosa fare in presenza di muffa

Se all’interno dell’abitazione esistono problemi di eccessiva umidità e presenza di muffa è importante valutare correttamente la situazione e agire per tempo.
Affinché un risanamento risulti duraturo bisogna inoltre eliminare la causa dell’umidità eccessiva o perlomeno migliorare le condizioni dell’abitazione.

Velocità di propagazione

Quando la muffa trova l’habitat favorevole, accelera la crescita in modo esponenziale, contaminando velocemente le superfici interessate e quelle limitrofe.

Dentro e fuori casa: la crescita dei microorganismi “muffe e alghe”

Le muffe si sviluppano sia in superfici interne che esterne. Le alghe si sviluppano quasi esclusivamente su superfici esterne, soltanto in presenza di costante luce e alti livelli di umidità.

LA NOSTRA PROPOSTA

Il ciclo Bisaten permette di sanificare in modo efficace gli ambienti contaminati da muffe, proteggendo le pareti nel tempo.

L’efficacia del ciclo di sanificazione Bisaten, che prevede l’utilizzo di detergente, fissativo e idropittura, è confermata anche dal certificato di garanzia.

SHABBY CHIC STYLE

La parola shabby significa letteralmente usurato, invecchiato, logoro.

Trattasi di uno stile di interior design, in cui mobili, accessori e arredi si presentano invecchiati, anzi,
maggiori sono i dettagli usurati meglio è rappresentata l’anima di questo stile. Stando a questa prima e
importantissima caratteristica, i mobili shabby chic potrebbero essere di qualsiasi età e materiale, ma è
l’effetto finale che può cambiare completamente.

Lo shabby chic ha visto aumentare la sua fama proprio grazie alla possibilità di trasformare un vecchio
oggetto,mobile o accessorio in qualcosa di nuovo senza riciclarlo, dunque parliamo di uno stile
anche economico.

Lo stile shabby chic prevede la trasformazione di un mobile prima attraverso il colore. I mobili scuri di
legno vengono verniciati usando il bianco e tutte le sue sfumature, ma anche i colori tortora e pastello
purché abbiano un tono dall’effetto polveroso, non sono mai colori forti o accesi ma come se avessero uno
strato di polvere sopra ed è proprio questa caratteristica a renderli così amabili, sono come ovattati, morbidi
e delicati.

Una volta trasformato il mobile con il colore si procede alla decorazione in stile shabby chic, dando l’effetto
usurato e invecchiato tipico dei mobili antichi. La vernice spellata, scrostata, la patina di polvere, tipiche di un
vecchio mobile vengono ricreate appositamente con le tecnniche shabby per dare appunto un effetto vissuto
al mobile.

La nostra offerta è prodotta da Borma Watchs azienda leader in Europa nella produzione di vernici per
legno.

Pittura a base di gesso naturale e polimero acrilico, adatta a superfici in legno e superfici murarie. Grazie
all’alto contenuto solido permette di ottenere un ottimo riempimento, rendendo i supporti omogenei con un
numero di applicazioni ridotto. Di buona dilatazione e flessibilità, offre, quando carteggiato, la possibilità di
finiture perfettamente liscie. Sovraverniciabile con vernici ad acqua e a solvente, cere, vernici alla
gommalacca. Le colorazioni e la sua particolare formula rendono Shabby Provenzale particolarmente adatto
all’ottenimento di finiture in stile provenzale e shabby chic.
MODALITÀ D’USO

Finitura in stile provenzale:
Per delle finiture di questo tipo, applicare preferibilmente una o due mani di Shabby Provenzale a
pennello, 130-150gr/m2, come fondo. Una volta essiccato completamente, è possibile applicare una
terza mano, di colore diverso a contrasto, per coprire particolari o addirittura tutta la superficie.

A questo punto carteggiare con carta abrasiva grana 220-400, a seconda della quantità di materiale
che si vuole asportare.

Effetto Shabby Sverniciato:
Per finiture di questo tipo, applicare una o due mani di Shabby Provenzale a pennello, 130-150gr/m2,
come fondo. Una volta essiccato il fondo, applicare su dei punti di interesse della superficie (di solito gli
spigoli, ma altrettanto valido sulle parti piane) per abrasione, dello  Stuccorapido Trasparente . Applicare
quindi sul tutto una terza mano, di colore diverso dal fondo.

Con scotch brite, andare a rimuovere il gesso là dove la cera  Stuccorapido  ne avrà impedito l’adesione.
In quei punti l’effetto ottenuto sarà di una superficie sverniciata, con la reale formazione di una
imperfezione a spessore tra le 2 mani di gesso.

Guida all’applicazione di Carta da parati

Leggere attentamente le istruzioni prima della posa della carta.
Verificare che tutti i rolli siano dello stesso bagno, in caso di dubbi
contattare il fornitore in quanto eventuali contestazioni non saranno
accettate dopo la posa.
Posizionare un filo di piombo e segnare, con una matita, una linea verticale in corrispondenza di esso. Servirà
come guida per applicare perfettamente il primo telo dritto.

Stendete la colla solo sul muro con un rullo o pennello, anche oltre la larghezza della linea verticale. Il telo va posato a secco e non deve essere nè bagnato nè inumidito.

Misurare l’altezza del muro, tagliare i teli, controllare i rapporti sull’etichetta e numerare i teli. Stendete due teli tagliati ed accostateli per far combaciare il disegno.

Posizionare il secondo telo sul muro preincollato ed assicurarsi che il disegno combaci perfettamente.

Per eliminare le eventuali eccedenze di carta sul perimetro della parete, appoggiate una spatola o una riga e tagliate l’eccedenza con un taglierino.

CARTA DA PARATI – PREPARAZIONE DEI SUPPORTI

Prima di incollare la nuova carta da parati occorre accertarsi che le pareti siano pulite, asciutte, stabili e leggermente assorbenti.
Residui di vecchie tappezzerie e strati non aderenti di vernice devono essere rimossi ed eventuali disomogeneità vanno appianate.
Per eliminare l’eventuale tappezzeria già presente in modo rapido e senza sforzi è possibile utilizzare un prodotto stacca parati che permette di ammorbidire la colla della vecchia tappezzeria e di asportarla agevolmente.
Se il muro necessita di essere rasato per livellare la superficie, potrai carteggiare manualmente con carta vetrata (P80) che progressivamente dovrà avere grana sempre più ­leggera (P150), oppure potrai utilizzare una levigatrice orbitale rotativa con aspirazione che ti consentirà di ottenere un risultato perfetto senza particolari sforzi fi­sici, senza generare polvere e in poco tempo.

Se non riesci a raggiungere questo scopo carteggiando, sarà necessario utilizzare un prodotto sverniciante.
Su pareti nuove, colori forti, zone di contrasto (es. zoccolature di diverso colore) o macchie di unto, applica un primer pigmentato di colore adeguato alla tappezzeria (il fondo ti verrà fornito colorato con una tinta vicina a quella della carta da parati che intendi applicare).

Prima di iniziare il lavoro di posa, controlla attentamente la carta da parati. Controlla i  rotoli che hai acquistato, confrontandoli per veri­care che non ci siano anomalie o “bagni di colore” diversi (numero di lotto).
Srotola 2 rotoli di carta da parati su di un tavolo e sovrapponili l’uno sull’altro. Se riscontri anomalie, non tagliare la carta e riportala in punto vendita: eventuali contestazioni vengono accettate dal produttore della carta solo per rotoli interi non tagliati.

Il giorno prima di posare la carta da parati è utile passare sulle pareti una mano di preincollaggio (in particolare se il muro è nuovo o è particolarmente poroso) cioè una mano di colla molto diluita da applicare preferibilmente a rullo, utile per garantire una maggiore adesione della nuova tappezzeria.

Non passare mai il fissativo sulle pareti dove vuoi applicare il parato.

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