Pitture, vernici e smalti: quali le differenze?

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Quando si tratta di pitturare una parete o una superfice di un oggetto, però, c’è sempre molta confusione tra le differenze tra i diversi prodotti a disposizione per pitturare.

Proprio per questo vogliamo suggerirvi alcuni consigli e suggerimenti per comprendere le particolarità tra prodotti per proteggere legno, metalli e altre superfici.


VERNICI
Le vernici permettono di applicare uno strato di colore trasparente o semi-trasparente su legno .
L’obiettivo dell’uso della vernice è riuscire a non alterare le caratteristiche del legno sul quale viene applicata. In questo modo si presta perfettamente a quel tipo di superfici che devono essere “valorizzate” dal colore senza tuttavia alternarne la natura.
Ecco alcune varianti di vernici:

  • Vernice alchidica: adatta sia per interni che esterni, disponibile in versione satinata o lucida. Questo tipo di pitture tende a perdere colore, però è adatta ad ambienti più versatili, in luce della resistenza ad ambienti più difficili, come quelli soggetti a variazioni climatiche e intemperie;
  • Vernice acrilica: adatta principalmente agli interni, può essere diluita con acqua. Ha la negatività di non poter subito essere toccata dopo l’applicazione, ma dopo di essa ha il vantaggio di essere “pronta” già dopo 6-8 ore e di poterla applicare anche “sopra” uno strato di vernice alchidica.

PITTURE
La differenza tra pittura e vernice è che la pittura presenta dei pigmenti che fanno sì che la superfice venga mascherata, così da “coprire” la parete o altro materiale su cui viene applicata.
Le pitture sono molto simili agli smalti che vedremo nel prossimo punto, dai quali differiscono per il tipo di “PVC – Pigment Volume Content”. Questo indice delle pitture è superiore al 20%, facendo sì che vi sia meno legante (e quindi meno resistenza ad graffi, clima e luce).

SMALTI

Gli smalti hanno la particolarità di essere applicabili su quasi tutti i materiali, da quelli levigati come il legno, fino a materiali lisci come vetro e ceramica.
Quindi a differenza della pittura sono utili a quei materiali particolarmente delicati o che possono rovinarsi facilmente.
Gli smalti riescono a trasmettere al materiale una forte resistenza agli urti, ai graffi e agli agenti atmosferici e possono essere sia trasparenti (ideale per le superfice in legno) che opachi, così da coprire completamente lo strato.
Generalmente è utile – specie per gli smalti neri – applicare un secondo strado a distanza di circa 12 ore dalla prima applicazione.  
Ci sono due tipologie principali di smalti, applicabili tramite pennello, rullo o spruzzo:

  • Smalti ad acqua: la loro caratteristica è di essere inodore e hanno pochi elementi dannosi. Questo aspetto li rende ideali sia per interni che per gli esterni. Si adatta a molteplici materiali e risultano resistenti e duraturi anche su materiali ostici quali plastica e alluminio. Per il lavaggio può anche bastare soltanto l‘acqua.
  • Smalti a solvente: a composizione a base di solventi rendono questo tipo di smalti ideali per esterni soggetti a condizioni meteo ostiche e variabili e in generale ad ambienti arieggiati. Per il lavaggio è utile usare acquaragia o solventi sintetici.

Ovviamente vi sono smalti speciali, dedicati ad oggetti particolari come ringhiere in ferro o altri tipi di manufatti.

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